Intelligenza Artificiale (IA)
L'impiego di sistemi di intelligenza artificiale (di seguito: AI) pone le autrici e gli autori di fronte a sfide nuove e in rapida evoluzione. Il tema è oggetto di un intenso dibattito a livello nazionale e internazionale, e l'A*dS ritiene necessario e urgente aggiornare la propria posizione espressa nel giugno 2023. L'obiettivo è informare in modo mirato i propri membri, in particolare sulle questioni del diritto d'autore legate all'AI. È con questo presupposto che l'associazione intende contribuire a definire un quadro di riferimento che garantisca sicurezza giuridica a chi è titolare di diritti d'autore, promuova modelli di remunerazione equi nell'uso protetto delle opere da parte dell’AI, stabilisca regole chiare in materia di responsabilità e trasparenza nell'impiego di questi sistemi e tuteli l’autonomia creativa di chi scrive.
Il comitato ha approvato il presente documento sul tema dell’AI nell'ambito della sua riunione che ha avuto luogo in data 6 e 7 febbraio 2026.
Posizione dell'A*dS:
- L'A*dS sottolinea che il processo di scrittura ha un legame inscindibile con il pensiero, la sensibilità e l'agire umano. La paternità di un'opera può spettare esclusivamente alle persone fisiche che l’hanno creata.
- L'impiego di sistemi di AI nel processo di scrittura da parte degli autori e delle autrici deve avvenire in modo responsabile e trasparente.
- Autori e autrici devono poter decidere in misura determinante se, quando e in che forma l’AI venga utilizzata da terzi nell'elaborazione e nella pubblicazione dei loro testi.
- L'utilizzazione di opere protette da diritto d'autore per l'addestramento dei sistemi di AI deve essere soggetto a gestione collettiva. Lo sfruttamento commerciale della creatività umana tramite il digitale non può più avvenire senza compenso. È necessario creare un sistema di remunerazione che tenga conto sia della varietà delle opere e delle attività artistiche coinvolte, sia del diverso valore economico dei singoli contributi. In questo quadro va valutata anche l'introduzione di una licenza legale, amministrata da organismi di gestione collettiva.
- Opt-out: deve essere garantito a chi è titolare di diritti d'autore la possibilità di escludere esplicitamente le proprie opere da questo modello. Dev'essere possibile, in altre parole, opporre una riserva di diritti efficace, senza concessione di licenza, nel caso in cui si voglia vietare l'utilizzo delle proprie opere per finalità legate all'AI. È essenziale sviluppare un sistema di remunerazione efficace che assicuri libertà di scelta e di accesso al mercato e al tempo stesso imponga anche ai fornitori di AI l'obbligo di utilizzarlo e di corrispondere i relativi compensi.
- L'A*dS rileva un urgente bisogno di chiarezza e di azione, soprattutto negli ambiti della sicurezza giuridica, della remunerazione, del consenso e della trasparenza.
In merito ai punti 2 e 3:
L'A*d S sta elaborando nuove clausole sull'utilizzazione dell'AI per i contratti editoriali, in collaborazione con ProLitteris e SBVV. L'associazione informerà i suoi membri non appena il documento sarà disponibile.
Tradurre non è mera produzione di parole.
Tradurre non significa fornire un prodotto.
Tradurre non significa appiattire ma dispiegare il testo in un contesto nuovo, mantenere viva una dialettica, tessere connessioni e confrontarsi ogni giorno con l'alterità.
Tradurre significa lasciare spazio al dubbio, alla ricerca, all'ascolto. Significa prestare attenzione a ogni sfumatura e diramazione, gioire dell'incompiutezza.
Tradurre significa cercare le parole giuste. Empatizzare. Puntare alla precisione. Sfidare costantemente sé stessi.
Credere che la traduzione letteraria possa fare a meno di una componente creativa, riflessiva e umana non solo mette a repentaglio una professione, ma rischia anche di portare a un evidente impoverimento della lingua. Significa sdoganare come accettabili testi di cui nessuno è responsabile; significa rinunciare alla dimensione sociale e alla funzione mediatrice che sono alla base di ogni traduzione; i testi potrebbero perdere la loro capacità di creare pensiero, con il risultato di annullare ogni confronto critico.
Al di là di ogni fantasia, l'intelligenza artificiale non potrà mai sostituire gli esseri umani nella traduzione. Di fatto dipende completamente dal loro lavoro e addirittura lo sfrutta: da un lato si alimenta dell'opera di autrici e autori, traduttrici e traduttori – che, tra l'altro, sono titolari di diritti d'autore che attualmente non vengono acquisiti né remunerati, sebbene siano protetti da copyright – e dall'altro produce risultati accettabili solo se la traduzione generata dalla macchina viene revisionata o addirittura completamente riscritta (post-editing). Si tratta di un lavoro che le traduttrici i traduttori sono spesso chiamati a fare, ma la pre-traduzione automatica non fa risparmiare tempo: non essendo più necessaria la loro prima versione e quindi la loro prima interpretazione, si trovano di fronte due testi di partenza anziché uno (il testo di partenza reale e la pre-traduzione automatica). Questo moltiplica sia lo sforzo cognitivo sia il rischio di commettere errori, propagare stereotipi, favorire l'omologazione linguistica. L'intelligenza artificiale utilizzata in questa modalità rende il lavoro di traduzione più faticoso, eppure viene sbandierata come soluzione per accorciare le scadenze e abbassare i compensi. Vanno infine considerati i costi in termini ecologici ed etici (l'elevato consumo di energia per l'archiviazione dei dati e il lavoro sottopagato che spesso viene delocalizzato) che l'intelligenza artificiale comporta per la società nel suo complesso.
L'A*dS si impegna a difendere la traduzione come professione e tutte le persone che la esercitano. Sulla base dei risultati di uno studio condotto nel 2023 sull'automazione nella traduzione letteraria e delle conclusioni tratte nel 15° simposio per traduttrici e traduttori letterari intitolato «I robot della traduzione», l'A*dS si unisce alla sua organizzazione ombrello CEATL, alle associazioni consorelle ATLF, ATLAS e VdÜ e al collettivo «En chair et en os» sollecitando un intervento a difesa delle traduttrici e dei traduttori e della loro professione. L'intelligenza artificiale non è un'alternativa alla creatività umana. Non vogliamo che le competenze, le esperienze emotive, intellettuali e sensoriali delle traduttrici e dei traduttori, delle lettrici e dei lettori vadano perse e che le condizioni, già molto precarie, in cui viene svolta oggi questa professione si deteriorino ulteriormente.
Per tutti questi motivi, l'A*dS chiede:
>> totale trasparenza nell'uso dell'intelligenza artificiale nella traduzione; i testi pre-tradotti dalle macchine devono essere contraddistinti come tali,
>> obbligo di autorizzazione (cessione dei diritti) e partecipazione ai ricavi quando le traduzioni vengono utilizzate per addestrare programmi generativi,
>> una chiara politica normativa per regolamentare l'uso dell'intelligenza artificiale e la rinuncia a sovvenzionare le traduzioni generate dall'intelligenza artificiale.
Come dovrebbero essere strutturati i contratti di edizione relativamente all'intelligenza artificiale generativa e al diritto di riserva per il text and data mining? A cosa devono prestare attenzione autrici e autori, traduttrici e traduttori, case editrici, agenzie e librerie quando alimentano una IA con testi originali? E se un «libro» è generato dalla IA, come comunicarlo in modo chiaro ai lettori e ai programmi di finanziamento pubblici e privati? La guida dell'European Writers' Council fornisce risposte pratiche a queste e ad altre domande.
Dal 2022, l'IA generativa (GAI) sta rivoluzionando l'industria culturale e creativa, e in particolare quella libraria. Sempre più spesso le traduzioni sono affidate alle macchine, le copertine dei libri vengono generate dalla IA e per gli audiolibri si ricorre al doppiaggio sintetico. Autrici e autori vengono incoraggiati a utilizzare ChatGPT per ridurre i costi e, contemporaneamente, si chiede loro l'impegno a non usare tecnologie di scrittura automatizzata. Nel frattempo, gli sviluppatori di IA continuano a dare in pasto alla macchina libri e testi, facendosi scudo delle eccezioni introdotte dalla direttiva UE sul text and data mining (§44b della legge tedesca sul diritto d'autore).
Quali clausole e accordi dovrebbero essere inclusi nei nuovi contratti? Come esercitare il diritto di «opt-out», ovvero il diritto di riserva sul text and data mining per proteggersi dall'utilizzazione non retribuita delle proprie opere da parte degli sviluppatori di IA? Quali tecnologie possono utilizzare a tal fine autrici, autori e case editrici? Di quali strumenti dispongono i blogger per proteggere i loro siti web? A cosa devono prestare attenzione i traduttori e le traduttrici, le biblioteche, le librerie, i web designer delle case editrici e gli organizzatori di eventi per tutelare i diritti delle autrici e degli autori e il loro lavoro?
L' European Writers' Council (EWC) ha elaborato una guida dettagliata per un uso responsabile delle tecnologie generative. La guida si articola in tre sezioni:
>> Definizione di «IA»
>> 10 raccomandazioni per un rapporto di lavoro equo
>> Esempi concreti di contratti, comunicazioni bilaterali e accordi, nonché dettagli tecnici per applicare il diritto di riserva ai sensi dell'articolo 44b
La guida analizza anche le basi giuridiche del diritto d'autore, come il diritto all'integrità dell'opera e i diritti della personalità, e fornisce indicazioni sui termini d'uso dei diversi fornitori di software e piattaforme online di cui si avvalgono sia autrici e autori sia agenzie, case editrici, biblioteche e organizzatori di eventi, e che utilizzano contenuti per lo sviluppo delle loro IA.
Oltre a fornire un aiuto pratico, le raccomandazioni dell'EWC offrono linee guida etiche per il settore editoriale nel suo insieme allo scopo di facilitare le interazioni tra le varie figure che compongono la filiera, ponendo le basi per un dibattito aperto su come affrontare insieme la più grande sfida che la storia della letteratura abbia mai conosciuto. Sono invitati a leggerla anche i decisori politici e gli sviluppatori di IA, poiché anche loro sono coinvolti nel processo di negoziazione tra l'uomo e la macchina.
Questa guida non vincolante è stata originariamente redatta in inglese da Nina George (commissaria per le questioni politiche dell'EWC) e Maïa Bensimon (giurista, vicepresidente dell'EWC), con il contributo di un gruppo di esperti provenienti da sette Paesi. La traduzione tedesca è a cura di Claudia Arlinghaus, quella francese di Thomas Herth, mentre la redazione e gli aggiornamenti in lingua tedesca sono curati da Nina George e Dorrit Bartel. La redazione della versione francese è stata affidata a Maïa Bensimon. La traduzione in tedesco ha beneficiato della sovvenzione del Förderverein Buch e.V., mentre quella in francese è stata finanziata da SNAC (Syndicat National des Auteurs et Compositeurs), A*dS (Autrici e Autori della Svizzera) e Scam (Société civile des auteurs multimedia).
La guida non sostituisce la consulenza legale. Le citazioni devono essere accompagnate dall'indicazione della fonte (© EWC) e dai nomi di autrici e autori, incluse le traduzioni.
Link alla guida dettagliata (inglese):
europeanwriterscouncil.eu